Dividere un file MP3 con cueMaster e musiCutter
Agosto 28, 2008 at 8:55 pm | In MP3 | 5 CommentsA volte, capita di imbattersi in un file MP3 contenente un intero album. Anche se è comodo da portarsi in giro, ha lo svantaggio di non poter accedere direttamente ad una traccia: non è quindi possibile passare da una traccia all’altra, ripetere una traccia né assegnare un nome a ciascuna traccia , insieme ad un tag ID3 che ne specifichi tutte le caratteristiche.
Vi mostriamo come dividere un file MP3 utilizzando CueMaster e musiCutter.
Per prima cosa, lanciate il programma CueMaster.
Scegliete quindi “Import” dal menù “File” e selezionate “Search FreeDB“, oppure fate clic sull’icona “Search the FreeDB database for a CD” nella barra degli strumenti.
Nella finestra che appare, inserite il nome dell’album e l’autore, quindi fate clic su “Search“.
Fate doppio clic sul nome dell’album.
L’album viene caricato in CueMaster: potrete vedere che è riportata una serie di titoli, con le relative lunghezze in minuti, secondi e frame.
Salvate quindi questo file scegliendo “Save” dal menù “File” o facendo clic sull’apposita icona nella barra degli strumenti.
Il file così salvato avrà estensione .cue.
Chiudete CueMaster e aprite musiCutter.
Navigate con le finestre della sezione superiore fino a trovare la cartella contenente il file MP3 che volete suddividere: selezionatelo, quindi caricate il file .cue che avete salvato in precedenza.
Fate clic sul pulsante “Import file” e selezionate il file .cue nella finestra di dialogo visualizzata.
Ora premete semplicemente il pulsante “Cut now!“.
Dopo qualche istante di elaborazione, musiCutter presenterà una finestra con i risultati dell’operazione.
Sul disco rigido, nella stessa cartella del file MP3 originale, troverete i singoli brani che lo compongono, già perfettamente corredati di titoli.
Il file originale non è stato toccato. Tutorial su MP3 li trovate naturalmente su Manuali.net, qui
fonte: manuali.net
La censura cinese blocca iTunes
Agosto 27, 2008 at 4:08 pm | In news | Leave a CommentTra mille dubbi e polemiche circa le circostanze politiche che hanno attorniato i giochi olimpici di Pechino, le Olimpiadi sono giunte al termine senza troppi scossoni. A pochi giorni dal termine, però, un nuovo caso di censura emerge in relazione ad una manifestazione di solidarietà nei confronti del Tibet. Coinvolta, nel caso specifico, una pericolosa cassa di risonanza che rischia di trasformare il veto in un pericoloso boomerang per la Cina: iTunes, popolare servizio per la vendita di contenuti musicali, è stato infatti messo al bando oltre la Grande Muraglia.
Nulla di ufficiale scaturisce né dalla casa di Cupertino né dalle istituzioni cinesi, ma pare assodato il fatto che all’origine del blocco vi sia la canzone “Songs for Tibet” firmata da nomi quali Sting, Suzanne Vega, Dave Matthews, Alanis Morissette, Ben Harper e i Garbage. Il pezzo è alla base del progetto “Art of Peace Foundation”, idea nata in totale appoggio delle recenti iniziative del Dalai Lama sul cui sito ufficiale si denunciano senza mezzi termini i compromessi a cui son scesi Google, Microsoft, Facebook e altri per poter avere accesso all’immenso bacino dei consumatori cinesi.
Apple non ha mai aperto un distaccamento ufficiale in Cina per il proprio iTunes. Ciò nonostante il servizio risulta essere molto popolare nel paese ed i download vengono spesso effettuati grazie al login su distaccamenti esteri del music store. Nel tempo il raggiungimento di iTunes è stato pressoché regolare, con brevi pause sempre risolte in poche ore. Negli ultimi giorni, invece, si è assistito ad un black-out continuato che ha suscitato più di una perplessità: il collegamento della censura alla “Songs for Tibet” è conseguenza ovvia e immediata.
Prima dei giochi olimpici le istituzioni cinesi avevano assicurato ampie garanzie ai giornalisti ed ai servizi occidentali: la libertà di stampa era stata garantita. La “tregua” olimpica non sembra però aver retto l’urto: secondo Reporters Sans Frontières, infatti, le violazioni sarebbero state molte e tali da coinvolgere almeno 100 tra giornalisti, blogger e dissidenti. 31 gli arresti in totale.
Mozilla TraceMonkey: JavaScript Veloce
Agosto 27, 2008 at 4:02 pm | In Mozzilla | Leave a CommentMozilla ha annunciato il lancio di TraceMonkey, un’evoluzione del motore JavaScript “SpiderMonkey” di Firefox che sarà incorporata e sfruttata in Firefox 3.1, la prossima versione del suo popolare browser open-source; TraceMonkey utilizza un nuovo tipo di compilatore Just-In-Time (JIT) per incrementare in modo significativo le performance JS del browser e quindi delle applicazione web JavaScript-based che girano in esso (si tratta di un incremento di prestazioni fino a 20 volte, rispetto al già ottimizzato motore integrato in Firefox 3).
Brendan Eich, Chief Technology Officer di Mozilla Corporation e creatore del linguaggio di programmazione JavaScript, ha pubblicato sul suo blog una serie di test e benchmark che dimostrano il guadagno in performance risultante dall’utilizzo di TraceMonkey; è disponibile anche uno screencast che mostra i significativi miglioramenti nella manipolazione di immagini, che si affiancano al netto guadagno nella manipolazione delle matrici, calcolato con la libreria Sylvester 3D JS.
TraceMonkey si basa sulle teorie di ottimizzazione di tracing (“trace trees”) ideate da Michael Franz e Andreas Gal, ricercatori della University of California, Irvine. Il meccanismo di tracing tiene traccia del percorso di esecuzione di runtime e genera codice compilato che può essere utilizzato successivamente quando un viene raggiunto un particolare percorso di esecuzione di codice. Questo permette di compattare i loop e le chiamate annidate ai metodi in uno stream lineare di istruzioni che si traduce in un significativo guadagno in performance, in particolare nei linguaggi dinamici e con minimo impatto sulla memoria.
Questo tipo di ottimizzazione di tracing era già stata incorporata da Mozilla in Tamarin, la prossima generazione del motore di runtime JavaScript che sfrutta la macchina virtuale Adobe ActionScript. Tamarin, tuttavia, non è ancora un progetto maturo, non offre ancora grandi vantaggi in performance, e non sarà pronto prima di Firefox 4. Per ottenere un incremento di perfomance immediato, Mozilla ha adattato la tecnologia di tracing e il Nanojit di Adobe in modo da poterli integrare direttamente in SpiderMonkey. Il risultato di questo lavoro, durato circa 2 mesi, è TraceMonkey.
Mozilla ha già incorporato TraceMonkey nel development tree di Firefox 3.1 (“Shiretoko”), impostandolo come disattivo in maniera predefinita (javascript.options.jit.content). TraceMonkey si trova ancora nelle fase iniziali di sviluppo e per questo motivo presenta ancora ampi margini di miglioramento e bugfixing.
Grafici benchmark e dettagli su TraceMonkey sono disponibili nel blog-post di Brendan Eich; ulteriori commenti tecnici sono stati offerti da Mike Shaver, Mozilla VP per l’engineering (che presto passerà in forze a Facebook).
iPhone Nano al prezzo di 190 euro entro Natale 2008
Agosto 27, 2008 at 3:56 pm | In iPhone | Leave a CommentSecondo quanto riportato dal quotidiano britannico Daily Mail, il secondo per tiratura dopo il Sun, Apple starebbe sviluppando un nuovo iPhone per posizionarsi nella fascia di mercato entry level e per venire incontro a coloro che desiderano lo smartphone della Mela ma non possono permettersi l’acquisto dell’iPhone 3G. Daily Mail cita non meglio precisate fonti industriali, ma, conoscendo la reputazione del quotidiano britannico, queste voci dovrebbero contenere senza dubbio elementi di verità.
Il nuovo iPhone dovrebbe presentare un candybar simile all’iPod nano, tanto che è stato ribattezzato dal Daily Mail proprio iPhone nano. Inoltre viene avanzata l’ipotese della presenza di una touch wheel, che dovrebbe consistere in una click wheel sul retro del dispositivo, mentre nella parte frontale dovrebbe essere posizionato il display.
Altri dettagli tecnici su hardware e software non si conosco, ma il quotidiano britannico rivela quello che potrebbe essere il prezzo di vendita nel mercato d’oltremanica: l’iPhone nano dovrebbe essere commercializzato dall’azienda O2 che proporrà ai propri clienti un piano ricaricabile, noto in gergo come «pay as you go», e il dispositivo di casa Apple dovrebbe costare 150 sterline, pari a circa 190 euro.
Prevenire i furti di notebook
Agosto 27, 2008 at 3:47 pm | In Software | Leave a CommentSul nostro notebook, soprattutto se utilizzato per lavoro, solitamente conserviamo di tutto: dai documenti personali sino alla tesi di laurea. Per non parlare di tutti i dati sensibili. Onde prevenire i furti e rendere la vita infernale ai ladri, un gruppo di ricercatori dell’Università di Washington, assieme ad alcuni colleghi dei campus della California, hanno sviluppato un software chiamato “Adeona“, pensato apposta per rintracciare il proprio computer.
Questo programma che prende il nome dalla dea romana protettrice dei bambini che smarriscono la via di casa è il primo nel suo genere. La prima cosa interessante è che viene fornito gratuitamente e sotto una licenza GPL, per cui è completamente open source. Come dichiarano dalla home page del progetto i suoi creatori, i punti di forza di Adeona sono tre: rispetto della privacy, affidabilità e, appunto, la sua natura open source.
Come funziona. Una volta scaricato ed installato, il funzionamento di Adeona è semplice: il programma, eseguito in background, registra l’indirizzo IP attraverso cui la macchina è collegata alla rete. L’indirizzo poi viene poi crittografato e inviato a un sistema distribuito, pronto ad essere recuperato in caso di necessità: a differenza dei suoi predecessori, forniti a pagamento da aziende specializzate, Adeona non prevede l’invio dei propri dati ad un server centrale privato. Grazie all’indirizzo IP, è possibile rintracciare geograficamente il luogo da cui il nostro pc ha avuto accesso alla rete, ed andare a recuperarlo.
L’articolo completo con il link del programma da scaricare, qui.
fonte: manuali.net
Disattivare Windows Messenger Service
Agosto 26, 2008 at 8:04 pm | In Windows xp | Leave a Commentmentre siete in procinto di terminare la sessione attiva di Windows XP, potrebbe apparirvi un messaggio in cui vi viene comunicato che il sistema sta cercando di chiudere il programma WMS Idle e, non riuscendoci, vi viene chiesto di terminare manualmente il processo cliccando su “Termina“.
Si tratta del processo relativo all’applicazione Windows Messenger Service (WMS).
Potete tranquillamente disabilitare il software Microsoft, perchè inutile e perchè crea non pochi problemi di sicurezza. Tramite esso, infatti, vengono indirizzati in rete centinaia di messaggi di spam pubblicitari che compaiono all’improvviso sul desktop durante le vostre navigazioni.
Ecco la procedura da seguire per disattivare il software.
Nel menù “Start/Esegui” scrivete il comando services.msc e premete “Invio“.
Verrà caricata la schermata “Servizi“. Individuate la voce “Messenger” e cliccateci sopra due volte.
Nella schermata “Proprietà” cliccate prima su “Arresta” e poi scegliete l’opzione “Disabilitato” nel menù a tendina “Tipo di avvio“.
Quindi premete “Ok“, chiudete il modulo “Servizi” e provate a riavviare il sistema, operazione che ora dovrebbe concludersi senza problemi. Per tutti gli utenti registrati, ecco un corso completamente gratuito per WindowsXP.
fonte : manuali.net
Evitare problemi di deframmentazione
Agosto 25, 2008 at 7:49 am | In windows | Leave a Comment
Se utilizzate spesso l’utility di deframmentazione disco di Windows per mettere un po’ d’ordine nell’hard disk, potrebbe capitarvi di visualizzare un messaggio che vi avvisa del fatto che il sistema non è riuscito a deframmentare alcuni file LOG archiviati in cartelle simili a questa:
\System Volume Information\_restore{27BF4ACF-793C-447F-4787FFF93371)}\RP16
in cui la serie di numeri e lettere cambia di volta in volta.
Le cartelle segnalate sono quelle in cui vengono archiviati i punti di ripristino da utilizzare con l’utility “Ripristino di Configurazione di Sistema” avviabile dal menù “Start / Programmi / Accessori / Utilità di sistema“.
Poichè sono protette dalla scrittura e, di default, solo il sistema operativo può accedervi, solo pochi software specifici riescono a deframmentarle. Tra questi, c’è Diskeeper.
La cosa migliore da fare, è tenere sempre sotto controllo le dimensionidei punti di ripristino, così da evitare sprechi e ritrovarsi con grandi porzioni di hard disk difficili da deframmentare.
Dalla schermata “Ripristino di Configurazione del Sistema” cliccate su “Impostazioni Ripristino di Configurazione di Sistema“.
Ricordatevi che è necessario creare punti di ripristino solo per gli hard disk di sistema e non per quelli contenenti dati di backup come musica, film ecc.
Il ripristino, infatti, recupera solo le impostazioni di sistema, non i file.
Selezionate allora gli hard disk da non monitorare, cliccate su “Impostazioni” e poi su “Disattiva Ripristino di Configurazione di Sistema” su questa unità.
Potete anche ridurre la quantità massima di disco occupabile sull’hard disk dal ripristino di sistema: selezionate il disco, cliccate su “Impostazioni” e calibrate la barra “Spazio su disco da utilizzare” secondo le vostre necessità.
Di tanto in tanto potete anche fare pulizia dei punti di ripristino creati, conservando solo l’ultimo in ordine di tempo.
Da “Risorse del computer“, cliccate con il tasto destro del mouse sull’unità da pulire e selezionate la voce “Proprietà/Pulitura disco” dal menù che appare.
Al termine dell’analisi cliccate su “Esegui pulitura” nella sezione “Ripristino di Configurazione di Sistema“.
fonte: manuali.net
Un piacevole ricordo d’infanzia
Agosto 24, 2008 at 5:38 pm | In Uncategorized | Leave a Comment
Ecco il mitico olivetti m24,anni 80,eh si erano bei tempi per i pc, i primi pc che uscivano in italia,ricordo olivetti,commodore,ecc….. amstrad,atari,ed tanti altri..
Dovete sapere che con il mitico olivetti m24 ci ho anche lavorato,studiato in corso a catania di informatica,ragazzi credetiimi era un bel computer,all’epoca in lire costava oltre 50000 , pensate che mettevo un po’ di soldi da parte,purtroppo non ci sono arrivato a comprarmelo,tutt’ora quasi a 38 anni me ne sono amaramente pentito,ma e’ rimasto un bel ricordo, ritagliavo dei fogli delle immagini ovunque parlavano dell’m24, me li tenevo a portata di mano anche nel portafoglio
Mitico Olivetti m24, sei stato una mia grande passione, da te ti ho visto fare cose incredibili nel campo dell’informatica,ti ho visto pure in esposizione,ti ho digitalizzato nella tua mitica personalizzata tastiera olivetti,che solo tu hai,nessun’altro computer… Sottolineo ragazzi,se conoscete qualcuno che si toglie m24 fatemelo sapere per favore.
In questo spazio,di questo blog dedicato all’informatico ti ho voluto ricordare con molto piacere,m24, anche se passato molto tempo,rimarrai sempre nel mio cuore,mi fai pensare che l’informatica ha fatto tanti enormi passi avanti,chissa’ forse un giorno ci incontreremo di nuovo…
Un grazie di cuore Olivetti M24……..
Windows Vista: rallentamenti del PC
Agosto 7, 2008 at 8:37 am | In Windows vista | Leave a CommentSe, dopo aver installato una periferica, alla chiusura del sistema il vostro PC sembra più lento del solito il problema potrebbe essere causato da un driver che va in conflitto con la funzione di risparmio energia di Windows Vista.
Per venire a conoscenza della periferica che causa questo inconveniente andate in “Start/Pannello di controllo/Sistema e manutenzione/Strumenti e informazioni sulle prestazioni del sistema“.
Cliccate su “Strumenti avanzati” e scegliete “Apri Monitoraggio affidabilità” e “Performance Monitor“.
Sotto “Strumenti di monitoraggio” selezionate “Monitoraggio affidabilità“.
Nella finestra a destra potete controllare, attraverso il “Grafico della stabilità del sistema“, se ci sono stati cali prestazionalidovuti all’installazionedi qulche dispositivo hardware.
Dopo aver individuato la periferica che li ha generati, potete provvedere a disattivarla.
fonte: manuali.net
Agosto 6, 2008 at 10:05 am | In nVidia | Leave a Comment
NVIDIA, una tempo sinonimo di affidabilità, perde colpi e capitola con un clamoroso caso di malfunzionamento che coinvolge due modelli di prodotti Geforce, l’8400M e l’8600M, montati su laptop di tutti i tipi e marche (Acer, Apple, Asus, BenQ, Dell, Fujitsu, HP, LG, MSI, NEC, Sony, Toshiba).
Il problema è che un difetto nel chip può portare molto facilmente al surriscaldamento del componente e quindi all’impossibilità di usare il computer. Il danno però è così diffuso e su così tanti modelli che se ne sta creando un secondo: come la faccenda viene gestita dalle compagnie che producono l’hardware.
Dell e HP al momento sono le uniche aziende che hanno comunicato di essere pronte a porre rimedio a chiunque si presenti nei loro punti assistenza e lamenti simili problemi, solo che lo fanno con una soluzione tampone che non è certamente l’ideale. In sostanza viene aggiornato il BIOS del computer per far attivare la ventola in tutti quei casi in cui il chip si surriscalda, cosa che causa un lavoro maggiore per la batteria (che così durerà di meno) e che accresce l’usura aumentando il lavoro del sistema di raffreddamento in maniera non preventivata.
Ancora peggio gli altri produttori, Apple compresa, che fanno finta di nulla. Le aziende preferiscono non dire nulla, non spargere la notizia e risolvere i problemi caso per caso quando si presentano, evitando così (o quantomeno arginando) danni d’immagine.
Di sicuro chi avrà guai è NVIDIA stessa, già citata per danni da alcune compagnie. Il portavoce della società Derek Perez ha commentato a PcWorld: «Solo una piccola percentuale dei chip che sono stati distribuiti è difettosa e comuque il guaio dipende da un complesso mix di condizioni, configurazioni e uso». Nonostante la “piccola” percentuale lo stesso si prevede una spesa tra i 150 e i 200 milioni di dollari nel secondo quarto dell’anno per ovviare al problema.
Addirittura ci sarebbero delle improbabili voci, veicolate però da testate affidabili, secondo le quali NVIDIA si starebbe ritirando dal mercato dei chip. Il Digitimes di Taiwan l’avrebbe affermato con somma sicurezza, ma la compagnia ha seccamente replicato: «Quello che dice il Digitimes non ha basi. Non abbiamo alcuna intenzione di uscire dal business dei chip».
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