Saldi on line, come evitare le truffe

E’ tempo di saldi e sono ormai tanti i negozi in Rete che offrono prodotti a prezzi vantaggiosi. Cifre che spesso rappresentano dei veri e propri affari per i cyberconsumatori, ma che allo stesso tempo possono nascondere delusioni e raggiri.

In questi giorni, ad es., il Centro per i Diritti del Cittadino (CODICI), Associazione dedita alla tutela dei diritti dei cittadini, ha pubblicato un utile vademecum per orientarsi nella giungla dei saldi on line; 10 regole d’oro (riportate integralmente a seguire) destinate a chi ama fare shopping su Internet e vuole approfittare dei prezzi ribassati offerti dai vari siti Web:

1) Usare un browser sicuro, ossia un programma di navigazione noto e aggiornare regolarmente antivirus, firewall e software di sicurezza;
2) Utilizzare password non facilmente crackabili da malintenzionati;
3) Controllare sempre la presenza del lucchetto sui siti web sicuri;
4) Dubitare di siti sconosciuti che promuovono sconti troppo allettanti: mentre si è alla ricerca di occasioni, il rischio di incappare in truffe è maggiore;
5) Prediligere il pc di casa: quello dell’ufficio potrebbe essere meno sicuro nel proteggere i dati delle carte di credito;
6) Controllare che il venditore oltre all’indirizzo di posta elettronica abbia anche una sede con un indirizzo reale e un numero di telefono a cui rivolgersi in caso di problemi legati all’acquisto del prodotto;
7) Prediligere l’uso di carte prepagate;
8) Verificare che sulla proposta di contratto siano presenti le informazioni sul diritto di recesso e sulle modalità per esercitarlo;
9) Ricordare che anche comprando on line da venditori italiani, per acquisti superiori alle 25,00 Euro (IVA INCLUSA), vale il diritto di recesso da esercitare entro sette giorni, a decorrere dalla data di consegna della merce o di sottoscrizione dell’ordine per beni immateriali;
10) Tenere ogni ricevuta ed esaminare ciascun pagamento.

Anche su eBay non mancano i saldi, e da una semplice ricerca per parola chiave compaiono oltre 1000 inserzioni che nel solo titolo richiamano il fatidico termine.

Borse, scarpe, orologi, telefonia, articoli per bricolage, fumettistica… si trovano saldi ovunque, secondo un’accezione fuori dal comune e che spesso si rivela un subdolo stratagemma per indurre in ignari acquirenti l’illusione dell’affare a portata di mouse.

Cos’altro è bene sapere, quindi, per evitare raggiri?

Aste on line o e-shops, ciò che noi di InterTraders suggeriamo a chi si affaccia in Rete in cerca dell’affare di fine stagione è di:
- valutare con attenzione il contesto in cui si acquista la merce, in particolare se chi vende lo fa tramite portali d’aste (dove è frequente la presenza di merce contraffatta smerciabile a prezzi fortemente ribassati) o in maniera improvvisata (è il caso di siti web poco conosciuti, aperti da poco tempo e con informazioni sul venditore mancanti o incomplete);
- prestare attenzione alle garanzie offerte dal venditore; la presenza di saldi, infatti, non preclude al consumatore la possibilità di avvalersi del diritto di recesso e delle garanzie di cui al D. Lgs. 6 settembre 2005, n. 206 (c.d. Codice del Consumo);
- prestare attenzione ad eventuali limitazioni pretestuose poste dai venditori a chi acquista la merce in questione, in particolare: al rifiuto di accettare il pagamento con carta di credito o con PayPal, all’addebito di commissioni extra a vario titolo o di ingiustificate spese di gestione dell’ordine o di spedizione;
- diffidare da chi pubblicizza saldi di fine stagione sulla merce più disparata; il D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 al co.3 art. 15 stabilisce, infatti, che le vendite di fine stagione “riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo”. Le tante eccezioni presenti in Rete, pertanto, possono nascondere astuti tentativi di rivendere merce vecchia o difettata.
- avvalersi, ove possibile, della cache dei motori di ricerca come Google per visualizzare le pagine più vecchie dell’e-shop che ci interessa e confrontare, quindi, il prezzo attuale della merce con quello precedente all’inizio dei saldi.

Fonte: intertraders.eu

IE manda in tilt l’attivazione degli iPhone

Il lancio del nuovo iPhone 3G sembra essere stato più caotico del previsto, specialmente in alcuni paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada, dove i sistemi di attivazione del dispositivo non hanno funzionato a dovere.

Dopo un’attesa durata settimane, venerdì scorso lo smartphone di Apple è approdato in numerosi mercati, per la gioia dei fan in coda per aggiudicarsi uno dei primi dispositivi prodotti da Cupertino. Il lancio su larga scala ha però comportato uno sforzo organizzativo e di coordinazione molto pesante per Apple, che nonostante l’attenta pianificazione sembra essere fallito almeno in parte.

A causa di alcuni problemi tecnici legati alla registrazione dei singoli iPhone, procedura necessaria per attivare e rendere funzionanti i dispositivi, decine di migliaia di clienti hanno dovuto attendere numerose ore prima di poter oggettivamente utilizzare il tanto agognato smartphone. Un disguido tecnico non ha permesso il download da alcuni dei siti web internazionali di Apple della nuova versione di iTunes, appositamente studiata e sviluppata per attivare e gestire in maniera ottimale i nuovi iPhone 3G. L’impossibilità di ottenere l’ultima versione dell’applicativo ha così rallentato le procedure di registrazione e attivazione necessarie per rendere pienamente operativo lo smartphone. Ma le cose in Gran Bretagna sembrano essere andate ancora peggio.

Desiderosi di ottenere i primi esemplari del nuovo dispositivo, molti fan della mela hanno creato una lunga coda al di fuori di uno dei principali negozio del gestore telefonico O2, esclusivista britannico per l’iPhone, a Londra. Quella che doveva essere una semplice coda per acquistare il tanto desiderato cellulare touchscreen si è invece rivelata come un’eterna attesa, causata dal malfunzionamento dei sistemi di O2 per la registrazione dei contratti necessari per ottenere l’iPhone in abbonamento mensile. Il sistema in Rete della società telefonica richiede, infatti, l’utilizzo di Internet Explorer di Microsoft per la registrazione di un nuovo cellulare. Per ovviare all’inconveniente, e mantenere ben visibili i propri Mac al posto dei PC, Apple aveva approntato nel negozio di Regent Street a Londra alcuni software di virtualizzazione per utilizzare Internet Explorer sui suoi sistemi.

Fonte: webnews.it

iCall: chiamate Voip gratis con iPhone 3G

Non era ancora chiaro se sui nuovi iPhone 3G sarebbero state possibili chiamate via Voip ossia con programmi che sfruttano un trasferimento di dati e voce da Internet. Ma anche se Steve Jobs non ha esplicitamente detto “si”, la conferma è arrivata dall’inclusione di iCall nel catalogo di iTunes App Store.

Si tratta di una serie di applicazioni e funzionalità da scaricare da iTunes per iPhone, iPod Touch e iPhone 3G e su tutti spicca proprio iCall, un programma che sfrutta il Voip per effettuare chiamate gratis o a prezzi convenienti direttamente da Internet.

Sfruttando ovviamente il Wifi che è presente su tutti e tre i modelli, anche nel Touch che si presenta come una sorta di iPhone che non telefona e che con iCall può ovviare a questa mancanza.

iCall avrà tutte le classiche funzionalità dei programmi Voip ossia effettuare e ricevere chiamate via Wifi, trasferimento delle chiamate dalla rete cellulare a quella Wifi istantaneamente, accesso alla rubrica, ampio spazio alla customizzazione.

Fonte: tecnocino.it

Opera 9.5 finale disponibile

Opera Software ha rilasciato la nuova versione finale pubblica del suo web browser gratuito per desktop, Opera 9.5, conosciuto in codice anche come “Kestrel”, durante la fase di sviluppo. Secondo l’azienda, il supporto enterprise cross-device di Opera per gli standard Web aperti, e l’impegno nelle caratteristiche di velocità e performance sono culminati nella creazione del più potente browser realizzato finora dal gruppo. Con il debutto di Opera 9.5, Opera Link sfoca i confini tra computer e telefoni portatili permettendo una esperienza Web senza soluzione di continuità da dispositivo a dispositivo. Opera 9.5 per sistemi Windows, Mac e Linux è disponibile immediatamente da www.opera.com in più di 30 localizzazioni di lingua.

Le novità in Opera 9.5: UI migliorata. Opera 9.5 include un look and feel modernizzato con una nuova skin con icone e linee semplici. Il pulsante “Nuova scheda” e altri elementi sono stati modificati per rendere il passaggio ad un’esperienza Web migliore più intuitivo. Gli utenti possono anche selezionare una qualsiasi delle skin platform-specific per adattare le sembianze di Opera al sistema operativo utilizzato. Quick Find. Opera registra tutto il testo delle pagine visitate; basterà inserire alcune parole cercate nella barra degli indirizzi per effettuare una ricerca nella cronologia di navigazione. Opera Link. La funzione si occupa di sincronizzare segnalibri, elementi Speed Dial (Accesso Rapido), elementi della barra personale e pannelli, ed ora anche le Note, tra Opera, Opera Mini, e il Web stesso. Migliorata tecnologia di Protezione da Frodi. Opera offre migliorate capacità di protezione da siti web fraudolenti, integrando al database community-powered anti-phishing di PhishTank, il database di siti di phishing di NetCraft, ed incorporando la tecnologia avanzata di prevenzione di Haute Secure per difendere i clienti dai malware, software nocivi nascosti tramite il Web.

Supporto per i Certificati Extended Validation (EV) SSL. Opera supporta i certificati EV SSL per offrire protezione ed affidabilità alle transazioni online. Performance potenziate. Opera 9.5 offre un significativo miglioramento delle perfomance per il client e-mail, i feed RSS e nel browser in generale. Client e-mail migliorato. Il client di posta integrato nel browser offre un caricamento più veloce dei messaggi, ricerca più rapida tra i messaggi in archivio e maggiore reattività generale (per esempio IMAP è fino a 4 volte più veloce in 9.5 rispetto a 9.2). Jon von Tetzchner, CEO di Opera, commenta: “Opera 9.5 rappresenta il culmine di due anni passati ad ascoltare la nostra community e trasformare il nostro browser per aggiungere funzioni e capacità richieste. Opera 9.5 offre nuove possibilità e capacità. È più veloce, più leggero e ci spinge ben oltre gli altri browser, mescolando i mondi mobile e desktop in nuovi e potenti modi. Invitiamo tutti a unirci a noi mentre continuiamo a forgiare il modo in cui il Web evolverà”. Ulteriori dettagli sulle novità introdotte in Opera 9.5 sono disponibili nelle news precedenti.

Fonte: tweakness.net

Nasce la fotocamera antifurto

Nasce la fotocamera antifurto Immortala i ladri e chiama a casa

NEW YORK - Una memory card per macchine fotografiche e videocamere, apparentemente identica alle altre, ma con una capacità extra: quella di scattare foto a distanza dal proprietario e di inviarle al suo computer.

Con effetti imprevedibili e curiosi, come testimonia quanto accaduto ad Alison DeLauzon, una newyorkese di Long Island, che si è vista arrivare, al computer di casa, le foto delle due persone che si erano impossessate della sua fotocamera, che aveva dimenticato, in una borsa, in un ristorante, durante un periodo di villeggiatura in Florida, assieme a una videocamera.

Il sistema si chiama Eye-fi: la card può essere installata in milioni di fotocamere. Negli Usa costa 100 dollari, e la signora newyorkese l’aveva ricevuta come regalo assieme a una fotocamera di uno dei marchi giapponesi leader nel mondo. Sfrutta un meccanismo analogo a quello di recente introdotto nei laptop dotati di microcamera, che, se aperti “impropriamente”, immortalano immediatamente chi li sta maneggiando e trasmettono l’immagine a un secondo sistema informatico designato dal proprietario.

Un episodio simile era accaduto recentemente in Giappone. Un uomo, che aveva notato la misteriosa, sistematica scomparsa di cibo dalla sua cucina, ha lasciato la sua macchina fotografica nel casa, programmandola in modo che trasmettesse sistematicamente fotografie al suo cellulare. Ha così scoperto che una donna si era abusivamente installata nel suo appartamento.

Le prime generazioni di strumenti elettronici dotati di fotocamera si erano già rivelate, in molti casi, capaci di aiutare i loro proprietari in caso di furto o smarrimento. Esempio classico, le tracce lasciate dai telefonini dopo casi di furto o appropriazione indebita, che hanno in molti casi consentito ai proprietari di rientrarne in possesso. Ma si trattava pur sempre di sistemi passivi.

Ma oggi, come confermano gli episodi citati, esistono metodi più aggressivi ed efficaci per difendere le apparecchiature elettroniche e i dati sensibili che ognuno di noi vi immette. Negli States, si possono trovare compagnie che producono e brevettano software di questo tipo che possono essere caricati su qualsiasi apparecchiatura, dal laptop all’iPod fino ai BlackBerrys. Se uno di questi ultimi, ad esempio, finisce nelle mani sbagliate, il programma carpisce informazioni dalla carta Sim del nuovo utilizzatore e le ritrasmette al legittimo proprietario dello strumento. Una compagnia dell’Oregon, GadgetTrak, ha venduto, nell’ultimo anno, circa 20 mila licenze per utilizzare il suo software. “La ragione per cui abbiamo tutto questo successo - spiega Ken Westin, il fondatore dell’azienda - è che la gente non si aspetta di avere a che fare con simili software. Insomma, nessuna forma di difesa può mai essere sicura al 100 per cento, e c’è sempre da lavorare per migliorarla. Ma il ladro-tipo in generale non è un esperto di computer”.

A “trattenere” la macchina fotograficha di Alison DeLauzon erano stati due addetti del ristorante. Sono stati licenziati dal locale ma non è scattata la denuncia. Per la signora newyorkese è stato molto più importante “poter passare un’intera notte a rivedere le foto e i video di mio figlio”.

fonte : repubblica.it

Convertire una foto dal formato RAW in JPEG

Con il trucco di oggi intendiamo mostrarvi come convertire una foto dal formato RAW in JPEG.

Innanzitutto dovrete scaricare il programma free Stepok’s RAW Importer (qui trovate la scheda completa).

Ora installate il programma scaricato (SRAWISetup.exe) e avviatelo da “Start/Tutti i programmi/Stepok’s RAW Importer“.

Nella schermata principale cliccate su “Open” e, con un doppio clic, caricate la foto desiderata.

Premete “Next“.

Cliccate ancora su “Next” per ottenere la migliore qualità.

Nella schermata successiva, divertitevi a variare le diverse impostazioni osservando il risultato d’anteprima.

Quando avete finito, cliccate su “Next” per continuare.

Per salvare l’immaginne, cliccate ora su “JPEG file“.

Col menù “Salva in” specificate una cartella per il salvataggio mentre in “Nome file” scrivete un nome da associare al file.

Fatto ciò, non resta che cliccare su “Salva“.

Inoltre, cliccando qui potrete visualizzare un esempio del programma con relativa descrizione.

fonte: manuali.net

Il tipo di assistenza!!!

Eccomi qui, è un piacere vedere questo blog che viene visitato da molta gente, dai commenti di vari articoli…. Questo aiuta al moderatore di questo sito di andare avanti , grazie di cuore a tutti i visitatori. pensate che inizialmente era come un gioco,poi piano piano visto i risultati,sono andato avanti.

Ci tengo a dire una cosa importante in questo articolo: e vero che davideonline si occupera’ sempre di informatica,web,tecnologie. rispettando la licenza ed idee altrui,accettando anche critiche costruttive , mi succede spesso,che persone che vedono il sito vanno nella lista dei contatti,vedono il mio indirizzo di msn e’ mi aggiungono senza preavviso di sapere chi sono di dove fosse. Poi chattando in msn molti , non so il perche’ mi chiedono sempre una solita cosa,quello di scovare una password di msn,un contatto di posta elettronica, con scuse vecchie quando piu’ di un secolo. Ora voglio scriverlo direttamente, mentre sto scrivendo questo articolo, ho dovuto bloccare un contatto di msn sempre per questo motivo, io non faccio questo tipo di assistenza, quello di scoprire le password altrui , per alcuni motivi :

  1. E’ illegale
  2. Viola la pravacy altrui
  3. Non mi faccio gli affari degli altri ho troppi impegni personali da sbrigarmi :)
  4. Lavoro,

Spero che questi 4 motivi bastano per capire finalmente una volta per tutti il punto, ho notato pure che molti vedono un articolo su un programma, messpass, questo programma non e’ stato creato per lo scopo di scroprie le password altrui ma al contrario, quello di recuperare le proprie password memorizzate del proprio pc di un utente.

Ora per assistenza se intende un punto informtico lecito,legale,di software, hardware, ne possiamo parlare,se posso , aiutero’ volentieri, ma tengo a precisare cari visitatori da ora in poi,chi mi si inserisce in msn, allo scopo di chiedermi la password altrui sara’ automaticamente bloccato e’ cestinato.

Con cio’ vi auguro di continuare a visitare questo sito ed augurarvi una buona navigazione.

Cordiali Saluti Davide Puglisi

Moderatore di http://davideonline.wordpress.com

Power 575: nell’acqua il segreto del nuovo supercomputer verde

IBM ha presentato un nuovo supercomputer alimentato dal microprocessore più veloce del mondo e raffreddato da un rivoluzionario sistema ad acqua. Il nuovissimo supercomputer Power 575 con microprocessore POWER6 per la prima volta nel settore incorpora un sistema esclusivo in cui piastre di rame raffreddate ad acqua sono collocate sopra ciascun microprocessore, eliminando continuamente il calore dai componenti elettronici.

Richiedendo l’80 per cento di unità di condizionamento in meno, Power 575 raffreddato ad acqua è in grado di ridurre i consumi energetici tipici nel data center del 40 per cento.* I ricercatori IBM stimano che l’acqua possa essere fino a 4.000 volte più efficace dell’aria nel raffreddamento dei sistemi di calcolo.

Con 448 processore-core per rack, il nuovo Power 575 offre prestazioni cinque volte superiori a quelle del suo predecessore e, grazie al raffreddamento ad acqua avanzato e all’efficienza di POWER6, è tre volte più efficiente dal punto di vista energetico. Power 575 supporta sia AIX – il sistema operativo UNIX IBM - che Linux e sarà disponibile a partire dal 6 maggio.

Soprannominato “Hydro-Cluster”, il sistema di raffreddamento supporta cluster molto grandi — centinaia di nodi – e consente prestazioni estreme in un packaging compatto. Un singolo rack prevede 14 nodi 2U, ciascuno con 32 core da 4.7 GHz di POWER6, ben 3.5 TB di memoria, eppure è ancora più efficiente dal punto di vista energetico dei modelli tradizionali raffreddati ad aria. A 600 GFlops per nodo, Power 575 è tre volte più efficiente dal punto di vista energetico, in termini di GFlops per kilowatt, della generazione di processori raffreddati ad aria POWER5.

Power 575 è il primo sistema IBM raffreddato ad acqua dal 1995. Il sistema utilizza uno scambiatore di calore acqua-acqua in-rack, che consente di portare l’acqua direttamente al frame. Il sistema raffredda poi direttamente tutte le CPU nel frame, utilizzando un blocco di rame raffreddato ad acqua a contatto con il pacchetto CPU.

“Cercavamo una concezione di supercomputer efficiente dal punto di vista energetico, dato l’aumento dei costi dell’elettricità. Dobbiamo mantenere il nostro ambiente operativo entro certi limiti di energia. Il nuovo IBM Power 575 con raffreddamento ad acqua ci consente di aumentare le prestazioni, restando tuttavia all’interno della ‘curva’ energetica nel nostro ambiente”, spiega il Dr. Hermann Lederer, Direttore del supporto applicativo presso il centro di calcolo RZG della Max Planck Gesellschaft, presso l’istituto Max Planck per la fisica del plasma di Garching. “Il nuovo computer consentirà ai ricercatori Max Planck di affrontare problemi scientifici impegnativi più rapidamente di quanto non sia possibile sul sistema attuale, che è stato il supercomputer più veloce della Germania nel 2002, posizionandosi al 21° posto della Top500. Power 575 supererà la potenza di calcolo dell’attuale sistema p690 di un fattore di 20-30″.

Il primo passo verso il “data center a emissioni zero”

Guardando al futuro, i ricercatori IBM del centro di Ricerca di Zurigo hanno presentato recentemente un concetto pionieristico di data center a emissioni zero in occasione del CeBIT 2008. Un nuovo tipo di sistema di raffreddamento ad acqua incorporato su un chip costituisce la base di questa innovazione, che cattura l’acqua alla sua temperatura più alta e la conduce fuori dal chip, per essere riutilizzata nel riscaldamento di un edificio o per la produzione di acqua calda.

Il team di Ricerca IBM sta lavorando per il prossimo obiettivo: portare l’acqua ancora più vicino al chip, non con una piastra di rame, ma proprio all’interno del chip. Poi, una volta raccolta qui, l’acqua potrà essere indirizzata fuori dal computer e pompata nel sistema di riscaldamento per essere riutilizzata.

fonte: mondotechblog

Il desktop di Ubuntu girerà sui notebook

Ubuntu è sinonimo di Linux desktop, ma Canonical si sta dando un gran da fare per diversificare il target di mercato della propria distribuzione. Dopo aver esplorato, finora con risultati non eclatanti, il segmento server, la società guidata da Mark Shuttleworth è pronta ad aggredire un segmento a lei forse più congeniale: quello mobile.

In una recente intervista al Guardian, Shuttleworth ha rivelato che durante la prima settimana di giugno, in occasione del Computex di Taipei, annuncerà l’introduzione di una nuova variante di Ubuntu chiamata Netbook Remix. Tale sistema operativo è stato espressamente progettato per girare sui subnotebook a bassissimo costo e, in particolare, su quelli che Intel chiama “netbook”: la configurazione tipica di un sistema di questo genere è simile a quella di un Eee PC, e prevede l’utilizzo di un processore Intel Atom.

La partner di Canonical nello sviluppo di Ubuntu Netbook Remix è proprio Intel, con cui la società inglese sta altresì collaborando alla realizzazione di Ubuntu Mobile and Embedded, un sistema operativo capace di girare sulla futura generazione di MID Intel-based e su dispositivi ancora più piccoli, quali Internet tablet e PDA. A questo stesso progetto partecipa anche Nokia, interessata a portare Ubuntu sui propri Internet Tablet e, più in generale, sui device con CPU ARM: device come ad esempio il noto PDA Linux-based di Sharp, Zaurus, per il quale circa due settimane fa è stato rilasciato un port di Ubuntu 7.04.

Netbook Remix dovrebbe diventare disponibile entro poche settimane dal suo annuncio, e includere i driver necessari per supportare la stragrande maggioranza dei PC ultraportatili oggi sul mercato (probabilmente anche quelli basati sui chip di VIA). Questa distribuzione andrà a rivaleggiare più o meno direttamente con Xandros Linux dell’Eee PC e con il gOS del Cloudbook di Everex.

Fonte: punto-informatico.it

I Big danno vita al Social Web

Un’unica identità, un unico profilo, un’unica rete di contatti, come di fatto accade nella realtà fisica. E’ questo che hanno in mente colossi del calibro di Google, MySpace, Facebook, Ibm. Basterà accedere a uno dei vari social network esistenti sul Web, registrarsi, creare la propria pagina personale. Da quel momento in poi però usando una sola password si potrà non solo entrare in relazione con tutti coloro che appartengono a quella stessa comunità online, ma anche con persone che si sono registrate altrove. Insomma, al contrario di quel che accade oggi, potremmo stringere amicizia con chiunque mantenendo sempre lo stesso profilo.

“Oggi ognuna di queste immense comunità è un mondo a parte”, racconta a Repubblica Gary Cohen, General Manager della sezione Global Communications alla Ibm. “Al loro interno le persone si incontrano, chiacchierano, scambiano immagini, video, impressioni su film, musica, letteratura. Ma non è possibile ad esempio inviare un messaggio da Hi5 a Orkut. Sono realtà separate che non comunicano né fra loro né con l’esterno”.

Anche la Microsoft del futuro, ovvero Google, la pensa allo stesso modo. Recentemente ha dichiarato che intende abbattere i muri che dividono i social network, andando nella stessa direzione di MySpace e Facebook che hanno annunciato iniziative analoghe. E quest’ultimo - come scrive il Financial Times - presto consentirà agli utenti di usare il sito anche per trasferire fra loro somme di denaro. Tutti intendono dare la possibilità ai loro utenti di poter contattare persone che appartengono anche a comunità diverse.

“La gente è stanca di invitare e di essere invitata su 50 differenti social network”, ha dichiarato al Financial Times David Glazer, a capo del reparto d’ingegneria di Google. Di qui l’idea di poter esportare ovunque si voglia la propria rete di contatti. “Il primo passo che porterà dai social network ai social web”, secondo Glazer. In parole povere aprire le frontiere dei social network esportandone il modello in tutto il resto della Rete, nella convinzione che sia un modello capace di arricchire tutti. Ecco il perché di Facebook Connect, MySpace Data Availability, Google Connect: un’unica identità digitale (un’unica pagina su un social network), ma la possibilità di accedere a qualsiasi comunità.

Google si è spinta oltre, come al solito, e ha lanciato Open Social. E’ un vero e proprio standard basato su Html e JavaScript per creare programmi e applicazioni di ogni genere per il web di domani. Buona parte del successo di Facebook si deve infatti ai cosiddetti “widget”, piccole applicazioni sviluppate dagli utenti per socializzare che nel giro di un anno sono diventate decine di migliaia. Ne esistono di tutti i tipi, dai quiz ai mini videogame, e vengono scambiati a ritmi frenetici dal popolo di Facebook. Glazer&Co. ne hanno imitato il modello e intendono renderlo un linguaggio universale.

Il progetto della Ibm parte da un punto di vista differente, quello delle barriere comunicative non solo fra i siti ma anche fra i differenti strumenti di accesso alla Rete come il pc o telefonino. Oggi infatti ai social network si accede non solo dal computer ma anche dal cellulare. Stando a una recente indagine della Nielsen negli Stati Uniti ad esempio sarebbero almeno quattro milioni le persone che durante il primo trimestre del 2008 sono entrate su MySpace o LinkedIn sfruttando le reti di telefonia mobile. Così alla Ibm hanno sviluppato una tecnologia attraverso la quale poter inviare e ricevere sms, foto o video dal cellulare a Facebook fino a Second Life e viceversa. Sempre mantenendo un’unica identità digitale.

“Pensiamo che “middleware” del genere (programmi informatici che funzionano da intermediari tra diverse applicazioni, ndr.) siano la nuova frontiera della Rete”, continua Gary Cohen. “Il problema non è più inventarsi l’ennesimo sito Web 2.0 di successo, ma riuscire a imporre uno standard per farli comunicare fra loro”. Insomma, un altro fronte di scontro fra colossi di Internet si è appena aperto.

Fonte: repubblica.it