Alice sta accelerando

Telecom Italia comincia oggi a premere l’acceleratore sull’offerta broad band Alice: le anticipazioni delle scorse settimane trovano conferma in un comunicato stampa pubblicato dall’azienda, che ufficializza l’upgrade a 7 Mbps per la velocità di punta della sua offerta flat.

“Le nuove offerte ADSL Alice 7 Mega e Alice Business Flat – spiega Telecom in una nota – propongono un collegamento ad Internet senza limiti di tempo con una velocità di download fino a 7 megabit al secondo senza variazioni di costo rispetto alle precedenti offerte flat a 2 megabit al secondo”. La velocità massima di upload, come noto, sarà invece di 384 kbps.

Questa soluzione viene proposta ai nuovi clienti e promessa a quelli attuali: “A partire dai prossimi mesi – aggiunge infatti la compagnia telefonica – anche gli attuali clienti Alice Flat con il profilo a 2 Mega potranno beneficiare della nuova velocità, senza costi aggiuntivi e senza dover fare alcuna richiesta. È infatti previsto sia per i clienti Residenziali che per i clienti Business il progressivo passaggio dal precedente profilo alla nuova offerta a 7 Mega”.

Come noto, Telecom Italia è sotto inchiesta. L’Antitrust intende accertare se vi sia stato un abuso di posizione dominante nei mercati della telefonia e della banda larga. “L’offerta – osserva ADUC nel notiziario Ultimomiglio.news – potrebbe rientrare tra quelle che l’Antitrust prenderà in considerazione nell’indagine. L’aumento delle velocità per tutti gli utenti renderà ancora più complicato alla concorrenza poter limare la quota di mercato dell’ex monopolista nella banda larga che è del 65/70%”.

Le accuse dei competitor, che hanno mosso il Garante della Concorrenza e del Mercato ad aprire l’istruttoria, non piacciono all’incumbent che, in una nota, ha dichiarato: “Telecom Italia respinge con fermezza, ritenendole destituite di ogni fondamento, le accuse mosse da alcuni concorrenti che sono alla base dell’istruttoria avviata oggi (il comunicato è datato 26 ottobre, ma è stato pubblicato ieri, ndr) dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e relative a presunti comportamenti anticompetitivi. L’azienda darà la massima disponibilità all’Autorità per giungere all’accertamento della verità”.

fonte: punto informatico

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