Anche i PDF mantecati con pubblicità

Il “virus” della pubblicità sta per contagiare anche il mondo dei PDF. Adobe e Yahoo, infatti, hanno confermato che intendono lanciare a breve un nuovo servizio per consentire agli inserzionisti di integrare pubblicità contestuali ai documenti realizzati nel celebre formato.

Una novità che viene salutata come un’alternativa ai più tradizionali servizi di abbonamento. E che per di più, secondo alcuni analisti, potrebbe affiancarsi sinergicamente agli altri modelli di web business fondati sull’associazione degli spot ai contenuti.

Gli editori statunitensi – al momento l’accordo tra i due big riguarda solo il mercato d’oltreoceano – potranno così uploadare i loro contenuti in PDF attraverso Yahoo Publisher Network (YPN) e monitorare i ritorni economici generati. Ovviamente, Yahoo e Adobe si divideranno una parte degli introiti.

Per Reuters per Yahoo non è altro che una estensione delle strategie che negli ultimi due anni l’ha coinvolto direttamente con colossi del calibro di eBay, della tv via cavo Comcast e con numerosi quotidiani statunitensi.

Insomma, da una parte Adobe potrà ridare lustro alla sua piattaforma consentendo agli editori di generare reddito grazie al pay-per-click. Dall’altra gli inserzionisti di Yahoo disporranno di un nuovo spazio vergine, con spot pubblicati sì all’interno dei documenti ma – assicurano i promotori – senza mescolare pubblicità e contenuti, un requisito essenziale per il successo dell’iniziativa.

“Le persone vogliono contenuti gratuiti”, ha dichiarato Matt Swain, analista di InfoTrends. “La domanda è: come posso raggiungere i consumatori senza obbligarli ad un abbonamento a pagamento?”. Un tempo sarebbe stato difficile trovare una risposta. Ma oggi, con la pubblicità digitale a grappolo e un numero incredibile di utenti online, non è un problema. Ormai l’unica variabile caratterizzante è sapere chi è salito a bordo e chi è rimasto a terra. In questo caso, sebbene non sia ancora iniziato il beta testing, hanno già detto sì al progetto nomi grossi come IDG InfoWorld, Wired, Pearson Education, Meredith Corp e Reed Elsevier.

“Questo è un gruppo imponente di editori”, ha sottolineato Todd Teresi, senior vice president di Yahoo Publisher Network. Ma Yahoo ha in mente di coinvolgere qualsiasi realtà, dalla potente media company alla singola scuola – magari pensando alle newsletter che gli insegnanti distribuiscono alle famiglie.

La dirigenza Adobe, comunque, ha confermato che questa singola iniziativa fa parte di un progetto a lungo termine strettamente correlato alle dinamiche evolutive del mercato. Come a dire che in casa Adobe non ci si fermerà certo ai PDF.

Fonte: puntoinformatico.it

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