BitTorrent, si lavora alle nuove cifrature anti-filtro

Comcast non avrà lo scalpo di BitTorrent: il provider impegnato a spiegare ai federali USA perché e come impedisce agli utenti torrentizi il libero fluire dei loro file, verrà presto neutralizzato nella sua azione di contrasto al file sharing. Lo promette BitTorrent.org, il forum aperto per la coordinazione degli sviluppi sul protocollo, che ha proposto la realizzazione di una nuova estensione al suddetto per combattere efficacemente l’azione di disturbo di Comcast e sodali.

L’obiettivo è quello di rendere vana l’azione degli apparati hardware usati dai provider come quelli sviluppati da Sandvine, in grado non solo di rallentare lo scambio su rete BitTorrent ma di inibirlo completamente, inviando gli oramai noti pacchetti TCP avvelenati con impostato il flag RST che comunica l’interruzione immediata dell’upload. Ad essere particolarmente vulnerabili all’attacco sono i peer connessi in swarm di piccole dimensioni, nel qual caso lo scambio diventa sostanzialmente impossibile.

Secondo la proposta di BitTorrent.org, la nuova estensione si dovrebbe incaricare di offuscare il paio di indirizzi IP dei due peer che si scambiano dati in una connessione, prevenendo in tal modo la possibilità per l’hardware specializzato di individuare il paio attraverso il monitoraggio delle comunicazioni tra peer e tracker. Visti i costanti attacchi allo scambio su BT, è necessario un approccio sempre più sofisticato all’offuscamento delle comunicazioni, sostengono da BitTorrent.org, poiché “una volta che una comunicazione BitTorrent sia stata individuata, altri attacchi potrebbero venire condotti come un pesante ridimensionamento o un blocco”.

Le nuove misure sono dunque dirette senza mezzi termini contro Comcast e tutti gli altri provider che, al contrario di quanto sostiene di voler fare Verizon, hanno intenzione di gestire il crescente uso del P2P da parte degli utenti rendendo impossibile lo scambio piuttosto che aggiornando adeguatamente le infrastrutture di rete. Una pratica nota anche in Italia.

TorrentFreak ha discusso della questione con Ashwin Navin, presidente e co-fondatore di BitTorrent Inc. che ha messo a disposizione della iniziativa di BitTorrent.org alcuni dei propri dipendenti: “Negli ultimi mesi – dice Navin – i consumatori hanno goduto di una partecipazione senza precedenti nel processo politico grazie alla possibilità di diffondere online opinioni e commenti nei dibattiti presidenziali tenuti su YouTube. Musicisti, registi e artisti stanno scoprendo nuove strade per raggiungere la potenziale audience nel mondo grazie a MySpace e BitTorrent. Gli studenti sono impegnati con tool di istruzione interattiva nei loro istituti”.

“Quale applicazione succhia-banda verrà messa al bando o regolata o misurata la prossima volta dagli ISP? – continua Navin – Lo spirito creativo di milioni di persone è stato stimolato, e la nostra necessità di partecipare, di comunicare non verrà messa a tacere”. Secondo il dirigente, occorre che il governo statunitense partecipi alla promozione dell’innovazione e degli investimenti da parte dei provider ma non può “permettere loro di interferire o interrompere le comunicazioni dei consumatori, per proteggere i propri margini di profitto” perché “sarebbe un tremendo colpo per l’economia del nostro paese, quando già stiamo scivolando dietro il primo mondo (UK, UE, Giappone, Corea, Singapore eccetera) nelle capacità di connessione a banda larga”.

Fonte: punto-informatico.it

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