OpenOffice abbraccia la licenza LGPL3

La giovane versione 3.0 della Lesser General Public License (LGPL) di Free Software Foundation trova in OpenOffice un nuovo e importante “cliente”. Con l’arrivo della beta di OpenOffice 3.0, prevista per questa estate, il codice della famosa suite per l’ufficio open source migrerà infatti dall’attuale versione 2.1 di LGPL alla versione 3.0. A partire dallo scorso venerdì, invece, il Sun Contributor Agreement (SCA) sostituisce il Joint Copyright Assignment (JCA), ossia l’accordo che regola i rapporti tra Sun – principale sponsor di OpenOffice – e gli sviluppatori coinvolti nel progetto.

“Il passaggio dalla LGPL 2.1 alla LGPL3 costituisce un’evoluzione naturale per il codice sorgente di OpenOffice.org, che ha scelto sin dall’inizio una licenza scritta dalla Free Software Foundation”, si legge in un comunicato diffuso dall’Associazione PLIO. “In particolare, la nuova licenza offre una migliore protezione per i brevetti sul software, e garantisce nel tempo i diritti degli utenti, che potranno continuare a usare OpenOffice.org liberamente (e gratuitamente) in ogni contesto, sia privato che commerciale”.

Secondo PLIO, OpenOffice.org ha preferito continuare ad utilizzare la licenza LGPL, anziché la GPL, per “ridurre al minimo l’impatto sull’ecosistema, che è cresciuto intorno a questa licenza”. Come noto, la principale differenza fra le due licenze GNU è che LGPL consente di inglobare un software free anche all’interno di un’applicazione commerciale, fermo restando l’obbligo di rendere pubbliche tutte le modifiche apportate al codice LGPL.

“L’evoluzione della licenza è un’ottima occasione per cambiare il JCA con l’SCA”, si spiega in questo comunicato di OpenOffice.org. “Per OpenOffice.org c’è un addendum che prevede modelli diversi di collaborazione per chi sviluppa il codice “core” e per chi sviluppa le estensioni. Esso non cambia il fatto che i contributi al pacchetto OpenOffice richiedano un SCA”.

Nel proprio blog Simon Phipps, chief open source officer di Sun, ricorda come la propria azienda sia stata tra i soggetti più attivi nel partecipare al processo di definizione della GPL3. “Ho sempre sperato che Sun utilizzasse questa licenza per progetti software molti importanti”, ha commentato Phipps.

Fonte: punto-informatico.it

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