eBay cancella le aste del digitale

Non si è ancora placato il polverone scatenato dalla rivoluzione del sistema dei feedback, che eBay affonda la lama di nuovo: dal 31 marzo tutti quei beni distribuiti sotto forma di file e messi in vendita con tanto di “spedizione gratuita” via mail o attraverso un link non potranno più far parte del tradizionale sistema di aste o vendita diretta del portale. I contenuti potranno continuare a giovarsi della visibilità offerta dal sito, ma dovranno necessariamente passare attraverso il meccanismo dei Classified Ads.

“I beni digitali vengono spesso riprodotti a un costo minimo o a nessun costo per il venditore. Su eBay, questo crea il potenziale per una manipolazione del feedback (sia reale che percepita)” scrive il responsabile della Policy di Feedback Brian Burke annunciando le nuove regole.

La replicabilità infinita, propria di “oggetti” virtuali quali eBook, MP3, PDF e quant’altro, permette l’apertura di migliaia di aste diverse, danneggiando un mercato basato sul principio della scarsità e distorcendo potenzialmente anche la gestione delle reputazioni.

I Classified Ads, al contrario, permettono di eliminare la fuffa offrendo a circa 10 dollari USA la possibilità per il venditore di mostrare i suoi prodotti nei risultati delle ricerche: anche in quel caso comunque la compravendita andrà finalizzata attraverso canali esterni senza il coinvolgimento né del sito d’aste né del suo sistema di feedback.

Una soluzione apparentemente assennata, ma che come è sempre accaduto per ciascuna di queste novità sostanziali ha sollevato dubbi in molti eBayer. Per rispondere a tali domande uno dei weblog di eBay ha pubblicato una Q&A con Brian Burke. In quella che si è trasformata in una vera e propria FAQ sul nuovo regime di vendita dei beni digitali, Burke spiega i perché e i percome dell’iniziativa, ma chiarisce anche le possibili confusioni sulla distribuzione di contenuti fatti di bit su supporti digitali quali CD – vendita sempre permessa fintanto che viene coinvolto un mezzo fisico – o il costo e le modalità di utilizzo dei Classified Ads.

Ma gli utenti cosa ne pensano? I pareri sono al momento contrastanti, c’è chi applaude alle nuove regole come un modo per spazzare via chi approfitta della piazza di eBay per fare spam, ma c’è anche l’eBayer uso a creare contenuti originali per venderli in formato PDF che si lamenta.

“Piuttosto che preoccuparsi della manipolazione del feedback”, scrive tale John, eBay dovrebbe migliorare il sistema di segnalazione di truffe, e-mail di phishing e venditori/acquirenti insolventi. È comprensibile che la società renda complessi i meccanismi di comunicazione per lasciare fuori dalla porta i falsi positivi, continua l’utente, “ma come molte persone stanno dicendo, più è difficile venire in contatto con eBay, più gli utenti se ne andranno”. Con o senza i beni digitali in asta.

Fonte: punto-informatico.it

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