XP si infila dentro gli XO di OLPC

Previsto e preannunciato da lungo tempo, l’accordo tra OLPC e Microsoft per portare Windows XP sui computer leggeri voluti da Nicholas Negroponte, gli XO, è cosa fatta: da giugno inizieranno le nuove distribuzioni, quelle con XO al sapore di XP.

L’intesa, secondo OLPC, non rappresenta un voltare le spalle alla natura di XO, un portatile nato open e pensato per i paesi poveri, ma un modo per ampliare le potenzialità di diffusione del notebook. Una visione che all’interno di OLPC non è stata condivisa da tutti, al punto che alcune delle molte defezioni tra i dirigenti in questi mesi sono state attribuite proprio al progressivo avvicinamento tra la creatura di Negroponte e la società di Bill Gates. Lo stesso Gates, peraltro, ha di recente esplicitato le molte e diversificate strategie dell’azienda sui mercati emergenti, da tempo aggrediti, per così dire, dall’offerta di OLPC.

Non si parla di una conversione completa da Linux a XP ma di una serie di progetti pilota: la prospettiva di inoculare Windows XP su mercati che fin qui hanno conosciuto poco o niente il computing è una prospettiva allettante per Microsoft, che in cambio pone sul piatto la propria struttura organizzativa, l’efficienza nella delivery nonché le comprovate capacità della propria diplomazia commerciale. Al centro dello sforzo OLPC-Microsoft, si legge nei rassicuranti comunicati diffusi in queste ore dai due soggetti, c’è la necessità di coinvolgere le ONG, le Organizzazioni non governative, in questa azione di alfabetizzazione informatica.
Windows XP su un portatile XO costerà 3 dollari, una cifra simbolica che si deve all’inclusione del progetto nella strategia denominata Unlimited Potential, un cappello sotto il quale Microsoft pone una quantità di iniziative che collegano il suo nome a opportunità e tendenze emergenti in mercati ancora non maturi. Secondo Craig Mundie, number three di Microsoft, si punta a “trasformare il mondo dell’istruzione”, indispensabile per “creare opportunità sociali ed economiche sostenibili per le popolazioni attualmente escluse dai benefici delle tecnologie”. A suo dire, con Microsoft i laptop XO dotati di XP potranno “rendere la tecnologia maggiormente abilitante, accessibile e conveniente per gli studenti di ogni parte del mondo”.

Microsoft specifica anche di aver lavorato per oltre un anno con i suoi partner per ottimizzare XP per XO: “Ora Windows in questi portatili – fa sapere l’azienda – supporta la modalità per la lettura di e-book, per l’individuazione di reti WiFi standard, macchine fotografiche, writing pad e tasti personalizzati, oltre alla tecnologia di risparmio energetico e ad altre caratteristiche dell’hardware XO”. Secondo Microsoft “l’adattamento del sistema Windows standard per i portatili XO rende compatibili con questi sistemi le centinaia di migliaia di applicazioni e dispositivi di terze parti disponibili per Windows, estendendo anche agli utenti di portatili XO tutte le opportunità e i vantaggi dell’ecosistema Windows”.

Le critiche sull’apertura del progetto OLPC a Windows XP non si contano: in particolare viene sottolineato come la natura open del progetto lo rendesse in origine uno strumento anche didatticamente perfetto, perché univa alle qualità tecnologiche del software originale di XO il concetto, la filosofia dei sistemi aperti, modificabili a volontà.

Per placare gli animi, sia Microsoft che OLPC insistono che l’obiettivo è dar vita nel più breve tempo possibile ad una macchina XO in grado di gestire sia l’originale sistema SUGAR che Windows XP, in modo tale che di volta in volta le istituzioni che l’adottano possano scegliere in libertà quale tecnologia preferire. In realtà c’è chi osserva come l’integrazione di XP in OLPC significhi che l’hardware già vada ritoccato, in particolare con un ampliamento della memoria da 1 a 2 gigabyte, il che si tradurrebbe in un aumento dei costi di produzione di XO, già molto più elevati di quanto sperato inizialmente dallo stesso Negroponte.

A smuovere le acque attorno al progetto, intanto, il recentissimo annuncio, a ridosso di quello OLPC-Microsoft, con cui Walter Bender, ex pezzo grosso di OLPC, ha fatto sapere di voler dar vita ai Sugar Labs, che avranno il compito di portare il sistema originale di XO ad un nuovo livello, e di esportarlo potenzialmente anche su altre macchine. Tra gli scopi di Sugar Labs proprio quello di continuare ad associare la diffusione di portatili a basso costo nei paesi poveri con la filosofia del software libero.

Fonte: punto-informatico.it

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