Nasce la fotocamera antifurto

Nasce la fotocamera antifurto Immortala i ladri e chiama a casa

NEW YORK – Una memory card per macchine fotografiche e videocamere, apparentemente identica alle altre, ma con una capacità extra: quella di scattare foto a distanza dal proprietario e di inviarle al suo computer.

Con effetti imprevedibili e curiosi, come testimonia quanto accaduto ad Alison DeLauzon, una newyorkese di Long Island, che si è vista arrivare, al computer di casa, le foto delle due persone che si erano impossessate della sua fotocamera, che aveva dimenticato, in una borsa, in un ristorante, durante un periodo di villeggiatura in Florida, assieme a una videocamera.

Il sistema si chiama Eye-fi: la card può essere installata in milioni di fotocamere. Negli Usa costa 100 dollari, e la signora newyorkese l’aveva ricevuta come regalo assieme a una fotocamera di uno dei marchi giapponesi leader nel mondo. Sfrutta un meccanismo analogo a quello di recente introdotto nei laptop dotati di microcamera, che, se aperti “impropriamente”, immortalano immediatamente chi li sta maneggiando e trasmettono l’immagine a un secondo sistema informatico designato dal proprietario.

Un episodio simile era accaduto recentemente in Giappone. Un uomo, che aveva notato la misteriosa, sistematica scomparsa di cibo dalla sua cucina, ha lasciato la sua macchina fotografica nel casa, programmandola in modo che trasmettesse sistematicamente fotografie al suo cellulare. Ha così scoperto che una donna si era abusivamente installata nel suo appartamento.

Le prime generazioni di strumenti elettronici dotati di fotocamera si erano già rivelate, in molti casi, capaci di aiutare i loro proprietari in caso di furto o smarrimento. Esempio classico, le tracce lasciate dai telefonini dopo casi di furto o appropriazione indebita, che hanno in molti casi consentito ai proprietari di rientrarne in possesso. Ma si trattava pur sempre di sistemi passivi.

Ma oggi, come confermano gli episodi citati, esistono metodi più aggressivi ed efficaci per difendere le apparecchiature elettroniche e i dati sensibili che ognuno di noi vi immette. Negli States, si possono trovare compagnie che producono e brevettano software di questo tipo che possono essere caricati su qualsiasi apparecchiatura, dal laptop all’iPod fino ai BlackBerrys. Se uno di questi ultimi, ad esempio, finisce nelle mani sbagliate, il programma carpisce informazioni dalla carta Sim del nuovo utilizzatore e le ritrasmette al legittimo proprietario dello strumento. Una compagnia dell’Oregon, GadgetTrak, ha venduto, nell’ultimo anno, circa 20 mila licenze per utilizzare il suo software. “La ragione per cui abbiamo tutto questo successo – spiega Ken Westin, il fondatore dell’azienda – è che la gente non si aspetta di avere a che fare con simili software. Insomma, nessuna forma di difesa può mai essere sicura al 100 per cento, e c’è sempre da lavorare per migliorarla. Ma il ladro-tipo in generale non è un esperto di computer”.

A “trattenere” la macchina fotograficha di Alison DeLauzon erano stati due addetti del ristorante. Sono stati licenziati dal locale ma non è scattata la denuncia. Per la signora newyorkese è stato molto più importante “poter passare un’intera notte a rivedere le foto e i video di mio figlio”.

fonte : repubblica.it

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