Rilasciata la prima beta di Ubuntu 8.10

Intrepid Ibex si prepara al debutto di fine mese e aggiunge la gestione della connettività 3G.

Ubuntu 8.10, la cui release definitiva è attesa per la fine del mese, è entrata in beta e può essere scaricata da chiunque si senta in vena di esperimenti.

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Linux: convertire Cd Audio in MP3

Per convertire i vostri preziosi Cd musicali in formato Mp3 con Linux potete usare K3b, un validissimo software per la masterizzazione che permette anche di effettuare questo tipo di conversione.

Per poter procedere però, oltre a K3b (che trovate anche installato automaticamente in Kubuntu), avete bisogno di un piccolo programma chiamato Lame: sarà proprio questo questo ad occuparsi della conversione audio vera e propria.

Per installarlo aprite una console (cliccate sul pulsante K nella barra delle applicazioni e andate su “Sistema/Konsole“) e scrivete “sudo apt-get install lame“.

Premete “Invio” e digitate la password del vostro utente per poter portare a termine l’installazione.

A questo punto potete inserire un CD musicale nel lettore del computer.

Apparirà una piccola finestra: all’interno di questa cliccate due volte sulla voce “Estrai audio digitale con K3b“.

Fatto questo, cliccate sul pulsante “OK” nella finestra che appare, chiamata “Estrazione CD Audio“.

A questo punto K3b cercherà su Internet le informazioni CDDB (titoli dei brani, autore ecc.) relative al disco inserito: anche in questa finestra cliccate su “OK“.

Ora, vi troverete nella finestra principale di K3b: per default saranno selezionati tutti i brani nel CD Audio, quindi per convertire in MP3 l’intero supporto non dovrete fare altro che cliccare sul pulsante “Avvio estrazione” in alto nella barra degli strumenti.

La finestra del programma cambierà aspetto: in basso a sinistra, cambiate il valore dell’opzione “Tipo di file” in MP3 (Lame) e cliccate sul pulsante “Avvio estrazione” in basso a destra.

La conversione avrà inizio e, alla fine delle operazioni, troverete i file MP3 del CD Audo direttamente nella vostra directory home.

fonte : manuali.net

[Linux] Rinominare i file multipli (mmv)

Il trucco di oggi è dedicato a tutti gli utenti Linux.

Con Linux, quando si hanno dei file multipli da spostare, come destinazione è ammessa solo una directory.

Immaginate, per esempio, di dover rinominare tutti i file *.ps in *.eps.

Una soluzione è utilizzare la riga comando: # for i in *.ps; do mv $i $(basename $i .ps).eps; done

Oppure potete utilizzare lo script seguente:

for file in *.ps; do
mv $file ${file%.ps}.eps
done

Ma esiste un comando molto piu’ veloce e sicuro: mmv (Multiple Move).

Esso serve a spostare, copiare, appendere e linkare file multipli, che possano essere anche raggruppati con un wildcard (carattere jolly).

Questa azione viene effettuata in modo sicuro, ovvero non ci sono cancellazioni di file inaspettate dovute a collisioni dei nomi dei file di destinazione con nomi di file già esistenti.

Inoltre non ci sono problemi nel caso in cui i nomi dei file contengano spazi.

La sintassi da seguire è: # mmv ‘foo*bar?’ ‘pinco#1pallino#2’

Questo significa che verranno rinominati tutti i file contenenti le stringe “foo“, “bar” e terminanti con un carattere e verrà dato il nome “pinco” + ciò che l’asterisco trova + “pallino” + ciò che il punto di domanda trova.

L’azione di sopra diventerà così: # mmv ‘*.ps’ ‘#1.eps’

Verranno quindi rinominati tutti i file da PostScript (.ps) a encapsuled PostScript (.eps).

fonte: manuali.net

MS: così’ potete gestire Linux e VMware da Windows

Parla ancora una volta di interoperabilità, Microsoft, nell’aprire il suo Management Summit 2008, un evento a cui ha portato due nuovi software. Sono le beta di strumenti di management per le imprese, che possono consentir loro di gestire da una macchina Windows alcuni noti sistemi operativi Unix/Linux nonché diverse applicazioni di terze parti.

Il primo dei prodotti annunciati da BigM a Las Vegas è System Center Operations Manager (SCOM) 2007 Cross Platform Extensions, un’estensione per il tool di management Operations Manager che fornisce gli strumenti necessari per gestire e monitorare, da un’unica console su Windows, HP-UX, Sun Solaris, Red Hat Enterprise Linux e SUSE Linux Enterprise Server, nonché software come il web server Apache e i database MySQL e Oracle.

Bob Muglia, senior vice president del gruppo Server and Tools Business di Microsoft, ha spiegato che SCOM 2007 Cross Platform Extensions permette agli amministratori aziendali di trovare e gestire i sistemi non-Windows per mezzo di tool open source come OpenPegasus e di standard aperti come WS-Management e SSH. La ricerca degli host Linux e Unix, ha spiegato BigM, può avvenire utilizzando gli indirizzi IP, il DNS o altri attributi.
“Non posso suggerirvi di far girare tutti questi server non-Windows nel vostro ambiente”, ha dichiarato con una punta d’ironia Muglia, “ma se proprio lo volete fare, adesso avete lo strumento adatto”.

Allo sviluppo di SCOM 2007 Cross Platform Extensions ha partecipato anche Novell, il cui famoso accordo con Microsoft prevede, tra le altre cose, lo sviluppo di tecnologie e strumenti per migliorare l’interoperabilità tra Windows e Linux.

La versione finale del software verrà rilasciata insieme al Service Pack 2 di Operations Manager 2007, il cui arrivo è previsto per la prima metà del 2009.

Il secondo software di management annunciato da Microsoft, anch’esso in beta testing, è System Center Virtual Machine Manager (SCVMM) 2008. Si tratta della nuova release di un giovane gestore di macchine virtuali per Virtual Server 2005 R2, che si arricchisce ora del supporto a Windows Server 2008 Hyper-V ed a VMWare ESX. Quest’ultimo, che rappresenta il principale concorrente di Hyper-V nel segmento dei software per la virtualizzazione di classe enterprise, può essere gestito da SCVMM 2008 in modo completo: ad esempio, grazie al supporto alla tecnologia VMotion di VMware, permette di migrare le macchine virtuali su host o datacenter diversi in modalità “live”, senza interruzioni.

Le beta pubbliche di SCOM 2007 Cross Platform Extensions, di SCVMM 2008 e della nuova versione di SCOM 2007 Connectors, che consente a Operations Manager di interoperare con tool di management di terze parti, possono essere scaricati da connect.microsoft.com.

Fonte: punto-informatico.it

Linux XP emula la Product Activation

Di recente è stata aggiornata una giovane distribuzione Linux di origine russa, Linux XP, che, come suggerisce il nome, mima il look and feel di Windows XP (oltre a quello di Vista). Fornire agli utenti Linux desktop il familiare ambiente grafico di Windows è un obiettivo tutt’altro che originale, ma va detto che a Linux XP riesce particolarmente bene, persino quando si tratta di simulare una delle caratteristiche di Windows più invise agli utenti: la famigerata Product Activation.

Ebbene sì. Con una scelta che susciterà certamente avversione tra i fan dell’open source, Linux XP non si limita a ricalcare più o meno fedelmente l’interfaccia grafica di Windows Vista/XP: ne emula persino il sistema di acquisizione della licenza. Come si può vedere nella schermata qui a fianco, tratta da questa recensione di TechieMoe.com, la schermata di autenticazione della distribuzione russa riporta in alto il seguente avviso: “Il sistema Linux XP non è attivato. Il tempo per attivarlo è di 30 giorni”.

Similmente a quanto succede con Windows XP, l’utente ha un mese di tempo per acquistare online la chiave di attivazione del sistema operativo: se non lo fa, Linux XP si pone in una modalità di funzionamento limitata. Questo meccanismo, seppure meno sofisticato di quello implementato in Windows, ricorda molto da vicino la Product Activation di Microsoft.
TechieMoe.com fa anche notare come Linux XP mutui dal mondo Windows una pratica molto contestata dagli esperti di sicurezza: l’utilizzo, per l’utente predefinito, di un account con privilegi di root. Far girare Linux con i massimi privilegi, ricordano gli esperti, espone ad ogni tipo di rischio, soprattutto se l’utente è alle prime armi.

Linux XP è una distribuzione apparsa per la prima volta sul mercato nel 2006, ed è basata sul codice di Red Hat Linux e Fedora. La versione 2008, rilasciata una decina di giorni fa, poggia sul kernel di Linux 2.6.22 e include i pacchetti OpenOffice 2.3, il server X.org 1.1.1, Compiz 0.3.6 per gli effetti grafici, GNOME 2.16.0 e, come opzione, KDE 3.5.6. Tra le applicazioni, Gimp 2.2, Inkscape 0.45.1 e Firefox 2.

Dal punto di vista dell’interfaccia, va dato credito ai programmatori russi di aver realizzato un clone quasi perfetto di XP e Vista (il look è a scelta tra le due versioni di Windows): desktop, menù Start, pannello di controllo, log-in e altri tool sono molto simili, e talvolta praticamente identici, a quelli dei sistemi operativi made in Redmond. Linux XP include anche il pieno supporto al file-system NTFS e un tool per l’importazione automatica delle impostazioni e dei dati di Windows, quali email, bookmark, contatti ICQ/MSN, documenti ecc.

Linux XP Desktop 2008 può essere liberamente scaricato dal sito ufficiale in versione trial. La versione DVD-box costa 25 dollari con un mese di supporto dall’installazione.

Fonte: punto-informatico.it

Come verificare la sicurezza di una password

Quando scegliete una password, sarebbe bene verificarne il livello di sicurezza.

Per farlo lanciate Internet Explorer e andate al seguente indirizzo Internet : http://www.microsoft.com/italy/athome/security/privacy/password_checker.mspx.

Ora portatevi nel campo “Password” e scrivetela.

Il giudizio di merito lo trovate appena sotto, nella sezione “Efficacia“.

La graduatoria prevede queste valutazioni: debole, media, complessa e ottima.

Si consiglia una password perlomeno media per i servizi non critici e quanto meno complessa per i servizi più delicati.

Un altro strumento analogo è disponibile all’indirizzo http://security.moonvalley.com/NewPassAssist.htm.

Scaricate l’applicazione cliccando prima sul collegamento “Download Password Assistant Now“, che trovate in fondo alla pagina, poi sul collegamento “Download” a destra della sezione “Password Assistant“.

Al termine del trasferimento procedete con l’installazione vera e propria.

A questo punto lanciate il programma e portatevi sotto al linguetta “Password Analyzer“.

Qui scrivete la vostra password poi cliccate sul pulsante “Analyze Now“.

Una password forte verrà giuducata con “Your password is strong. Good job!

Se così non fosse ritentate con una parola chive più complessa.

fonte: manuali.net

[Linux] Controllare i log del sistema (A cura di manuali.net)

Nel trucco di oggi ci occupiamo di Linux e in particolare dei log di sistema.

I log di sistema, contenuti nel file “/var/log/messages” vi permettono di sapere cosa accade nel sistema.

E’ possibile utilizzare il comando “# tail /var/log/messages” per visualizzare solo le ultime righe dei file.

Se non viene specificato nessun parametro, il comandodi default visualizzerà le ultime 10 righe.

Utilizzando il comando “# tail -n xx /var/log/messages” potete stabilire il numero di linee che dovranno essere visualizzate, sostituendo a xx il valore che le definisce.