I prodotti Microsoft si comprano online

Dopo un periodo di sperimentazione in Germania, Inghilterra e Corea, Microsoft ha ora esteso anche ai clienti residenti negli Stati Uniti la possibilità di acquistare, attraverso un negozio online, ogni tipologia di software e hardware uscito dalle menti dei suoi ingegneri. Prerogativa del nuovo Microsoft Store, la possibilità di avvalersi del cosiddetto ‘buy and download’, ovvero della possibilità di pagare un programma e di poterlo immediatamente utilizzare, previo download.

Il Microsoft Store offre un vasto catalogo di prodotti, che vanno da Office 2007 a Zoo Tycon, passando per Xbox 360 e i suoi accessori, per finire con la gamma Zune. Secondo Trevin Chow, program manager a Microsoft, l’acquisto tramite download offre notevoli vantaggi, tra cui la possibilità di scaricare più volte il programma acquistato, in caso di necessità, almeno fino a quando non ne viene interrotto il supporto (normalmente dopo 5 anni). Inoltre, tale pratica elimina la necessità di dover conservare i codici di attivazione dei singoli prodotti, dal momento che quest’ultimi vengono memorizzati online all’interno dei dati del proprio account.

L’acquisto tramite download è inoltre amico dell’ambiente, poiché elimina dalla catena di produzione la necessità di investire materiali e risorse nella produzione dei CD, dei manuali e della confezione, senza dimenticare l’inquinamento legato al trasporto della merce. In ultima analisi, l’assenza di un supporto ottico può venire incontro a coloro che hanno acquistato uno dei sempre più diffusi netbook, notoriamente sprovvisti di lettore ottico.

Fonte: webnews.it

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Microsoft Prepara “Windows Cloud” OS

Steve Ballmer, CEO di Microsoft, ha svelato alcuni dettagli su un nuovo sistema operativo che aiuterà gli sviluppatori a scrivere applicazioni Internet-based; entro un mese (in occasione della conferenza PDC) il colosso del software svelerà quello che Ballmer chiama per ora “Windows Cloud”. Il sistema operativo, che probabilmente avrà un nome differente, è destinato agli sviluppatori di applicazioni di cloud-computing, ha detto Ballmer, parlando ad un auditorium di manager IT in occasione di una conferenza sponsorizzata da Microsoft e svoltasi a Londra.

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Anche Windows avrà il suo mobile store

Lo fa Apple con il suo App Store per iPhone, lo farà Google con Android Market e Microsoft non può certo essere da meno nella nuova corsa ai bazar digitali di applicativi per il mondo mobile. Il termine identificativo del negozio di software a cui stanno pensando a Redmond è Skymarket, ma a parte questo l’iniziativa è un’incognita totale, a cominciare dai suoi uomini chiave.

Non è un caso che l’esistenza di Skymarket sia stata evidenziata dall’apertura di un paio di nuove posizioni di tipo dirigenziale nell’azienda poi segnalate sul blog istartedsomething. Le figure ricercate, un “senior product manager” e un “product manager – commercial integration”, dovranno occuparsi di gettare le fondamenta di Skymarket, o per meglio dire di “una prima versione di un servizio di marketplace per Windows Mobile”.

I due executive tracceranno il modello di business e le policy adottate dallo store, in modo da renderlo un posto ideale per gli sviluppatori interessati a distribuire e monetizzare il proprio lavoro su Windows Mobile, stabiliranno le procedure di integrazione delle operazioni di compravendita con gli operatori mobili e si occuperanno della preparazione del lancio del servizio in tempo per la distribuzione di Windows Mobile 7, atteso nel primo periodo del 2009.

Microsoft corre dunque ai ripari rispondendo alle mosse degli avversari nel settore degli smartphone e della produttività mobile, mettendo in piedi quella che sembra un’iniziativa nata dalla fretta di monetizzare il vasto patrimonio di applicazioni per Windows Mobile stimato nell’ordine delle 18mila unità, un numero al cui confronto le 2.000 appliance per iPhone sono ancora ben poca cosa.

La forza di Apple sta naturalmente nel fatto di avere orchestrato un sistema centralizzato di raccolta e distribuzione del software, con tutti i vantaggi economici che la cosa comporta. La centralizzazione del coacervo di store dedicati alla compravendita per Windows Mobile viene da più parti vista come un’iniziativa in grado di fare la differenza, considerando che l’OS per smartphone marchiato Microsoft è in circolazione da un tempo ben più lungo di quello per iPhone e del prossimo Android.

Fonte: punto-informatico.it

Un nuovo Pianeta per Microsoft e HTC

Sembra essere destinata a diventare sempre più stretta la collaborazione tra Microsoft e HTC. La società taiwanese è ormai da tempo uno dei principali produttori di cellulari equipaggiati con Windows Mobile, il sistema operativo sviluppato appositamente da Redmond per gli smartphone. La divisione di Taiwan di Microsoft, HTC, e altre compagnie minori, hanno da poco comunicato il lancio di una nuova piattaforma per fornire servizi Internet in mobilità nel paese asiatico.

Il nuovo network, implementato principalmente dal colosso dell’informatica e dal produttore di smartphone, porta il nome “Pl@net” e, nelle intenzioni dei suoi sviluppatori, si pone come una innovativa piattaforma per usufruire delle potenzialità del Web sui dispositivi portatili. Attraverso Pl@net, gli utenti avranno non solo la possibilità di navigare online, ma potranno con pochi semplici passaggi progettare e prenotare un viaggio, accedere alle ultime notizie, acquistare i ticket per un concerto o accedere a contenuti multimediali. Musica e intrattenimento saranno principalmente offerti da Warner Music, che ha stretto un accordo per veicolare il proprio materiale attraverso l’innovativa piattaforma.

L’iniziativa ha raccolto un notevole successo anche tra le principali catene di distribuzione dell’isola di Formosa. Numerose società attiveranno apposite sezioni dei loro store online per consentire agli utenti di fare acquisti online in modo sicuro e trasparente.

Salvo contrattempi, Pl@net dovrebbe essere ufficialmente disponibile entro pochi giorni. A partire dal 1 luglio, gli utenti di Taiwan potranno dunque accedere dai loro smartphone HTC alla nuova piattaforma. La funzione Connect 2.0, sviluppata dal produttore di dispositivi mobili, consentirà agli utenti di accedere con un semplice tocco sui loro dispositivi touchscreen alle numerose offerte veicolate da Pl@net, che potranno essere anche scaricate in locale sulla memoria degli smartphone.

Ma le novità per Microsoft nel comparto mobile non si limitano ai confini dell’isola di Taiwan. La società di Redmond sarebbe, infatti, determinata a portare presto a termine l’acquisizione di MobiComp, una società portoghese specializzata nella creazione di soluzioni software per le tecnologie in mobilità. Benché i termini del possibile accordo non siano stati resi pubblici, l’investimento di Microsoft potrebbe essere il più grande mai realizzato in Portogallo.

L’acquisizione di MobiComp potrà consentire al colosso dell’informatica di sviluppare nuovi sistemi per la protezione e la condivisione dei dati in mobilità. Microsoft è, infatti, alla ricerca del miglior modo per combinare le potenzialità del suo fortunato Windows Mobile con i servizi offerti sui computer da Windows Live. Una maggiore integrazione tra i due sistemi consentirebbe una gestione più rapida delle risorse, assicurando agli utenti maggiori funzionalità sui dispositivi equipaggiati con il sistema operativo mobile di Microsoft.

Fonte: webnews.it

Cambiare informazioni sulla licenza MS Office

Vi potrebbe capitare di acquistare un computer usato, con sistema operativo e software già installati e, considerando che sarebbe consigliabile eseguire una formattazione, non sempre se ne ha la necessità, la competenza o la voglia di farlo.

Se sul PC in uso è presente un prodotto MS Office, all’avvio dell’applicativo apparirà il nome dell’utente che lo aveva installato.

Ovviamente quel nome non corrisponde all’attuale proprietario del computer e del CD originale di Office.

E’ quindi legittimo voler cambiare il nome utente visualizzato nell’about di MS Office (Word, Exel ecc…).

Purtroppo però, per ovvi motivi legati alla tutela del copyright, Microsoft non permette la modifica di tali dati da interfaccia applicativa, per cui sarà necessario intraprendere un’altra strada.

Come di consueto, le informazioni relative al nome utente inserito durante la fase di setup di MS Office, si trovano nel registro di Windows.

Aprite quindi l’editor da: “Start/Esegui“.

Digitate “Regedit” e posizionatevi sulla chiave:

[HKEY_CURRENT_USERSoftwareMicrosoftOffice10.0CommonUserInfo]

Come vedrete, si tratta della chiave relativa ad Office versione 10 (Office XP).

fonte :  manuali.net

Il grande fratello secondo Microsoft

Mentre Microsoft e Yahoo! proseguiranno le proprie attività su Web da concorrenti, Google e IBM hanno deciso di unire le forze per creare nuovi servizi online e nuovi modelli di business. La tecnologia su cui lavoreranno le due partner sarà quella cloud computing, che permette di fornire servizi online d’ogni tipo attraverso reti di risorse distribuite.

Nel corso del prossimo anno IBM e Google realizzeranno una cloud, ossia una rete globale di server, attraverso la quale fornire a utenti individuali e aziende una vasta gamma di servizi, dalla pubblicazione real-time dei risultati sportivi ad applicazioni web-based per l’ingegneria. Il network poggerà su di una piattaforma open source al cui cuore vi sarà Linux, il software di virtualizzazione Xen e Apache Hadoop, l’implementazione open source del Google File System.

Google ha già adottato il modello del cloud computing per offrire agli utenti consumer i suoi molti e famosi servizi online, come webmail e storage. Secondo Eric Schmidt, CEO di Google, non c’è molta differenza tra una cloud indirizzata agli utenti consumer ed una pensata per le aziende.
Tra i servizi di classe enterprise più recenti introdotti da Google c’è Web Security for Enterprise, un’applicazione web-hosted che abbraccia la tecnologia ereditata dall’acquisizione di Postini. Il nuovo servizio protegge i server delle medie e grandi aziende da tutte le principali categorie di malware.

Il cloud computing rappresenta un nuovo approccio alle infrastrutture in cui grandi insiemi di sistemi sono collegati tra loro per fornire servizi IT. L’esigenza di tali ambienti è sempre più sentita per la crescita esponenziale delle apparecchiature connesse in rete e dei processi di streaming di dati in tempo reale, e anche per la diffusione di architetture e applicazioni Web 2.0 orientate al servizio per progetti di collaborazione e ricerca, social networking. I progressi nelle prestazioni dei componenti digitali hanno provocato un enorme aumento della portata degli ambienti IT, e di conseguenza è nata l’esigenza di poterli gestire uniformemente in un’unica “nuvola” (cloud).

Fonte: punto-informatico.it

Microsoft: Windows Vista e’ inevitabile per le aziende

Il sistema operativo attualmente più utilizzato dalle imprese è Microsoft Windows XP, un punto fermo per il settore business grazie alla sua stabilità e maturità. Nonostante l’uscita di Windows Vista, non c’è stato un declino dell’utilizzo di Windows XP all’interno delle aziente in tutto il 2007, che hanno visto invece una crescita di Windows Vista del 6.3% a discapito soprattutto del vecchio Windows 2000. Tuttavia le previsioni di Ben Gray per il futuro, analista di Forrester Research, indicano un monopolio inevitabile per Windows Vista.

I motivi sarebbero principalmente la mancanza di alternative: a giugno del 2010 Microsoft cesserà di distribuire licenze per Windows XP, mentre l’atteso Windows 7, appare troppo lontano o troppo incerto per convincere le aziende a saltare su Windows Vista. Inoltre, osserva Gray, la situazione che verrà a crearsi potrebbe infastidire gran parte degli utenti, che nonostante siano orientati all’utilizzo di OS alternativi come Mac OS X o distribuzioni Linux, si troveranno inevitabilmente ingabbiati senza via d’uscita. Le informazioni riguardanti Windows 7 sono discordanti: è noto che vi saranno versioni a 32bit e 64bit, così come quella consumer e business, ma nulla di più.

Se ci fosse una data di lancio certa alcune aziende potrebbero pianificare la migrazione direttamente a Windows 7, ma non vi è alcuna garanzia sulla perfezione del nuovo sistema operativo. Inoltre sembra che sia la stessa Microsoft a confondere le idee, facendo un insostenibile tira e molla e temporeggiando sulle date del rilascio. L’uscita del Service Pack 1 per Vista infine, non lascia spazio ad ulteriori scuse secondo Gray, e sarà l’elemento fondamentale per la diffusione di Vista nelle aziende.

Fonte: notebookitalia.it