Mozilla TraceMonkey: JavaScript Veloce

Mozilla ha annunciato il lancio di TraceMonkey, un’evoluzione del motore JavaScript “SpiderMonkey” di Firefox che sarà incorporata e sfruttata in Firefox 3.1, la prossima versione del suo popolare browser open-source; TraceMonkey utilizza un nuovo tipo di compilatore Just-In-Time (JIT) per incrementare in modo significativo le performance JS del browser e quindi delle applicazione web JavaScript-based che girano in esso (si tratta di un incremento di prestazioni fino a 20 volte, rispetto al già ottimizzato motore integrato in Firefox 3).

Brendan Eich, Chief Technology Officer di Mozilla Corporation e creatore del linguaggio di programmazione JavaScript, ha pubblicato sul suo blog una serie di test e benchmark che dimostrano il guadagno in performance risultante dall’utilizzo di TraceMonkey; è disponibile anche uno screencast che mostra i significativi miglioramenti nella manipolazione di immagini, che si affiancano al netto guadagno nella manipolazione delle matrici, calcolato con la libreria Sylvester 3D JS.

TraceMonkey si basa sulle teorie di ottimizzazione di tracing (“trace trees”) ideate da Michael Franz e Andreas Gal, ricercatori della University of California, Irvine. Il meccanismo di tracing tiene traccia del percorso di esecuzione di runtime e genera codice compilato che può essere utilizzato successivamente quando un viene raggiunto un particolare percorso di esecuzione di codice. Questo permette di compattare i loop e le chiamate annidate ai metodi in uno stream lineare di istruzioni che si traduce in un significativo guadagno in performance, in particolare nei linguaggi dinamici e con minimo impatto sulla memoria.

Questo tipo di ottimizzazione di tracing era già stata incorporata da Mozilla in Tamarin, la prossima generazione del motore di runtime JavaScript che sfrutta la macchina virtuale Adobe ActionScript. Tamarin, tuttavia, non è ancora un progetto maturo, non offre ancora grandi vantaggi in performance, e non sarà pronto prima di Firefox 4. Per ottenere un incremento di perfomance immediato, Mozilla ha adattato la tecnologia di tracing e il Nanojit di Adobe in modo da poterli integrare direttamente in SpiderMonkey. Il risultato di questo lavoro, durato circa 2 mesi, è TraceMonkey.

Mozilla ha già incorporato TraceMonkey nel development tree di Firefox 3.1 (“Shiretoko”), impostandolo come disattivo in maniera predefinita (javascript.options.jit.content). TraceMonkey si trova ancora nelle fase iniziali di sviluppo e per questo motivo presenta ancora ampi margini di miglioramento e bugfixing.

Grafici benchmark e dettagli su TraceMonkey sono disponibili nel blog-post di Brendan Eich; ulteriori commenti tecnici sono stati offerti da Mike Shaver, Mozilla VP per l’engineering (che presto passerà in forze a Facebook).

Fonte: tweakness.net

La cifratura in Mozilla Firefox

Per vedere cosa c?è di nuovo in materia di sicurezza per Mozilla Firefox, possiamo fare clic su Strumenti, andare in Opzioni e infine Avanzate (da notare che vi è comunque anche la scheda Sicurezza).
Una volta in Avanzate, si troverà la scheda Cifratura, dove sono in evidenza due tipi di protocollo: SSL 3.0 e TLS 1.0.

Il primo è l’abbreviazione di Secured Sockets Layer Level 3 e si tratta di un protocollo standard utilizzato nelle comunicazioni con i siti sicuri. Se si prova a disattivare questo protocollo, alcuni siti potrebbero risultare semplicemente non raggiungibili.

L’alto protocollo è TLS 1.0, ovvero Transport Layer Security e si tratta di uno standard aperto di sicurezza simile al primo. Anche in questo caso è consigliabile lasciare tutto come nella figura: la disattivazione potrebbe impedire l’accesso  ad alcuni siti.

Sempre nella scheda Cifratura, si trovano anche delle opzioni legate ai Certificati. Questi servono quando ci si collega a un sito web che richiede una connessione sicura: allora Mozilla Firefox utilizzerà automaticamente il certificato appropriato. È possibile anche scegliere manualmente il certificato (per esempio se si vuole utilizzare un determinato tipo di cifratura invece di quello automaticamente selezionato) bisognerà fare clic e selezionare l?opzione Chiedi ogni volta: in questo modo l’utente avrà il pieno controllo sulla scelta dei certificati da utilizzare durante la navigazione. Per vedere il trucco con le immagini di esempio, fate clic qui.

Mozilla “Weave” Prototype 0.2 Disponibile

Presentato lo scorso giugno come il primo dispositivo hardware a permettere l’installazione di Mac OS X sui PC, EFiX fa il suo primo, timido ingresso sul mercato. Secondo questa pagina del sito ufficiale, oggi la versione per PC desktop di EFiX è in vendita a Taiwan e in Bulgaria, mentre sono in corso trattative per estenderne la distribuzione a Stati Uniti, Malaysia, Hong Kong, Brasile, Spagna, Russia e Ucraina.

Il prezzo di lancio del prodotto è di 80 euro, ma la società che fabbrica EFiX conta di ridurne significativamente il costo non appena i volumi di produzione saliranno.

Come spiegato sul sito del produttore, EFiX è un piccolo dispositivo da installare all’interno di un PC desktop, collegandolo ai pin di una porta USB presente sulla scheda madre. Lo “scatolotto” consente di installare Mac OS X su un comune PC utilizzando il DVD originale, dunque senza ricorrere a versioni modificate del sistema operativo di Apple: ciò non solo evita lunghe ed elaborate procedure d’installazione fai-da-te, ma permette anche di avvalersi del sistema di aggiornamento automatico integrato in Mac OS X.

EFiX deve il suo nome all’Extensible Firmware Interface (EFI), che come noto è l’unico tipo di firmware nativamente supportato da Mac OS X. Insieme ai chip contenuti nel device, il firmware di EFiX – aggiornabile via Internet in modo indipendente dal BIOS della scheda madre – fa sì che Mac OS X riconosca il PC come un Mactel autentico.

Attualmente, però, EFiX supporta ufficialmente un numero limitato di schede madri Intel-based, peraltro tutte marchiate Gigabyte. In realtà le configurazioni hardware potenzialmente compatibili con EFiX sono ben di più, e verranno aggiunte alla lista ufficiale mano a mano che saranno testate dall’azienda che produce il prodotto.

“Il supporto per i frigoriferi, i forni a microonde e i mouse pad non è ancora stato implementato… per ora”, ironizzano i creatori di EFiX sul sito ufficiale, secondo i quali EFiX sarà presto in grado di supportare la stragrande maggioranza dei PC oggi in commercio.

Oltre ad estendere il numero di paesi nei quali sarà possibile acquistare EFiX, gli sviluppatori del dispositivo hanno già in piano il futuro lancio di una versione per i notebook, di una con interfaccia PCI e di una saldabile direttamente sulla scheda madre di un PC (dedicata agli OEM). L’attuale modello USB per PC desktop dovrebbe invece arrivare in due nuove versioni: la Deluxe, che aggiungerà un hub USB e un chipset audio integrato, e la Ultimate, dotata anche di Bluetooth.

Al momento non esiste alcuna tabella di marcia ufficiale: l’effettiva commercializzazione di questi prodotti dipenderà in larga parte dal grado di interesse che il mercato dimostrerà verso questo tipo di soluzioni. Tra le incognite non può essere ignorata anche quella relativa ad eventuali reazioni di Apple, reazioni che si attendevano per altro anche nel caso degli Open Mac di Psystar e che invece, ad oggi, non ci sono ancora state.

Fonte: punto-informatico.it